{"id":53,"date":"2020-12-31T18:44:13","date_gmt":"2020-12-31T18:44:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.3dprint-italia.it\/WP\/2020\/12\/31\/termini-generali\/"},"modified":"2024-05-29T20:10:03","modified_gmt":"2024-05-29T19:10:03","slug":"termini-generali","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.3dprint-italia.it\/WP\/termini-generali\/","title":{"rendered":"Glossario della stampa 3D"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">ABS \u2013 acrilonitrile butadiene stirene<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ABS \u00e8 una plastica della famiglia dei polimeri termoplastici a base \u201cpetrolio\u201d, quindi plastiche non rinnovabili. Questo materiale, viene usato nella stampa 3D sotto forma di un filamento. Viene riscaldato e depositato sul piatto di stampa (<b>Vedi BED<\/b>) e raffreddandosi da la forma l\u2019oggetto vero e proprio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">AM \u2013 (Additive Manufacturing \u2013 Fabbricazione Additiva o Produzione additiva)<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019 AM o Additive Manufacturing \u00e8 spesso utilizzata come sinonimo di stampa 3D. Prendono il nome da come vengono creati gli oggetti, ovvero aggiungendo strato per strato. La tecnica additiva \u00e8 l\u2019opposto delle tecnologie produttive sottrattive, che rimuovono il materiale per formare un oggetto, pensiamo al funzionamento di tornio e fresa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">BACKLASH<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando parliamo di backslash nella stampa 3D ci si sta riferendo al contraccolpo che danno i motori nell\u2019inversione di rotta, da avanti-indietro, destra-sinistra e alto-basso. Per mediarlo esistono apposite funzioni da attivare nel firmare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">BED \u2013 Letto di stampa<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Bed, o in italiano Letto di stampa \u00e8 la parte della stampante dove viene appoggiata la plastica appena fusa. In questa parte prende vita la costruzione vera e propria. Esistono letti di stampa di molti materiali diversi. Da notare bene che pur essendo una superficie bidimensionale \u00e8 quasi sempre considerata di tre dimensioni. Quindi quando si parla di letto di stampa o di bed e calibrazione o materiale stiamo considerando in 2 dimensioni. Quando invece pensiamo alle dimensioni del bed di stampa normalmente si associa anche una misura in altezza, della Z. Questa misura fa riferimento al punto massimo che la stampante pu\u00f2 raggiungere in altezza, ed \u00e8 differente da modello a modello.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">BOWDEN<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esistono 2 tipi di gruppi estrusore, quindi ci\u00f2 che spinge il filo, lo fonde e forma l\u2019oggetto.&nbsp;<b>Direct Drive<\/b>&nbsp;(o diretto) quindi con&nbsp;<b>hotend e motore uniti<\/b>&nbsp;oppure&nbsp;<b>Bowden<\/b>. Questa \u00e8 una particolare conformazione di gruppo estrusore con il motore attaccato al telaio e il solo hotend in movimento, il tutto unito da un tubo PTFE dove transita il filamento. Questa particolare conformazione, detta bowden ha un indubbio vantaggio rispetto alla Direct Drive. Infatti eliminando il motore come parte in movimento sull\u2019asse elimina i 3\/4 del peso. Questo rende i movimenti pi\u00f9 veloci e precisi, meno soggetti a vibrazioni o malfunzionamenti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">CAD \u2013 Computer Aided Design<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo termine (Disegno aiutato da computer) descrive tutti i software di progettazione utilizzati nel processo di creazione, modifica, analisi o ottimizzazione di un progetto. I programmi CAD sono utilizzati da ingegneri e progettisti 3D per creare e modificare i modelli che desiderano stampare in 3D.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">Clog \u2013 Nozzle clog<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Clog \u00e8 un\u2019otturazione del nozzle, quindi dell\u2019ugello di stampa<b>.<\/b><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">Delaminazione<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Problema per cui i layer della stampa si distaccano spontaneamente<b>.<\/b><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">DRIVER \u2013 Piloti dei motori<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si parla di driver possiamo fare riferimento alla traduzione letterale dall\u2019inglese: Pilota, chi guida. Infatti nella stampa 3D i Driver sono dei controller che decidono il movimento dei motori passo passo. Questi driver possono essere regolati e programmati. Decidono la potenza, precisione, velocit\u00e0 e rumorosit\u00e0 dei motori. Ne esistono diversi ed ognuno ha alcune particolari funzioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">Elephant Foot<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando le stampe hanno la base leggermente pi\u00f9 grande del resto, si nota molto in figure geometriche<b>.<\/b><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">Extruder Clicking<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per qualche motivo l\u2019estrusore non riesce a spingere il filamento fuori dall\u2019hotend, e il motore spingifilo inizia a \u201cperdere i colpi\u201d<b>.<\/b><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">FDM \u2013 Fused Deposition Modeling<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le macchine FDM costruiscono i modelli 3D strato per strato riscaldando, estrudendo e depositando i filamenti di materiale termoplastico. Questa tecnologia \u00e8 stata creata e brevettata dai fondatori di Stratasys. Fino al 2009, veniva usato il termine FFF (Fused Filament Fabrication) al posto di FDM poich\u00e8 questo era sotto brevetto. Questo Blog verte al 90% sulla tecnologia FDM.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">FFF \u2013 Fused Filament Fabrication<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo termine \u00e8 un sinonimo di FDM. \u00c8 stato coniato dai membri del Progetto RepRap per essere utilizzato al posto di FDM, poich\u00e8 \u00e8 stato soggetto a restrizioni legali di brevetto fino al 2009.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">G-code<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2 wp-block-paragraph\">Il G-code \u00e8 il linguaggio macchina utilizato dalle stampanti. Quando diamo un file da eseguire alla nostra stampante questo dovr\u00e0 essere in G-code, oppure la macchina non sar\u00e0 in grad di leggerlo e tradurlo in movimenti. Ogni software Slicer elabora i files e li trasforma in G-code, per poter essere letti, capiti e rappresentati dalla stampante 3D.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">HOTEND<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Traduzione letterale: Fine Caldo. E\u2019 la parte che si muove sul bed di stampa e che fonde e deposita il filamento<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">INFILL<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<b>infill \u00e8 il riempimento<\/b>&nbsp;degli oggetti stampati. Le stampe hanno bisogno di essere precise esteriormente, ma nell\u2019interno non hanno bisogno di essere \u201cpiene\u201d. Questo \u00e8 quello che da alle stampe la loro proverbiale leggerezza. Quando prendete in mano una stampa \u00e8 sempre pi\u00f9 leggera di quello che vi aspettavate. Semplicemente perch\u00e8 non viene \u201csprecato\u201d materiale e si da alla stampa un riempimento adatto all\u2019uso della stampa. Tipicamente dal 10% al 40%, raramente meno, mai di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">JERK<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il&nbsp;<b>jerk&nbsp;<\/b>, altro non \u00e8 che la velocit\u00e0 che il motore raggiunge non appena gli viene dato l\u2019impulso; Quindi per capirci impostando un jerk di 5 mm\/s e una velocit\u00e0 di stampa a 50 mm\/s, la stampante non far\u00e0 0-60 mm\/s di botto. Ma passer\u00e0 da 0 a 5 mm\/s&nbsp;<b>istantaneamente<\/b>, dopo una&nbsp;<b>accelerazione<\/b>, arriver\u00e0 alla velocit\u00e0 impostata<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">Layer Shifting<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stampa non segue il normale corso e ogni tanto tutto si sposta! I vari piani costituiti dai layer sono spostati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">Marlin<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Marlin \u00e8 il firmware, quindi la parte \u201cpensante\u201d delle stampanti 3D. Creato per la prima volta nel 2011 per RepRap e Ultimaker, oggi Marlin guida la maggior parte delle stampanti 3D del mondo. Affidabile e preciso, abbina una buona qualit\u00e0 di stampa mantenendo il pieno controllo del processo. Come un progetto open source ospitato su Github, Marlin \u00e8 di propriet\u00e0 e gestito dalla comunit\u00e0 dei maker.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">MESH<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una mesh o maglia \u00e8 un insieme di poligoni di base (Triangoli\/Quadrilateri ) che \u201cuniti\u201d in un certo modo formano la mesh stessa. Se si scende pi\u00f9 in dettaglio, troviamo i vertici. I vertici definiscono la posizione e l\u2019orientamento di ogni singolo triangolo di una mesh, nella grafica tridimensionale la forma geometrica di base corrisponde ad un triangolo. Il triangolo infatti \u00e8 la forma di base che pu\u00f2 rappresentare una \u201cfaccia\u201d in un contesto tridimensionale.<br>Una mesh \u00e8 costituita da pi\u00f9 triangoli e\/o quadrilateri, il numero di triangoli che formano una mesh ne determina la \u201crisoluzione\u201d, ovvero determiner\u00e0 se la nostra mesh sar\u00e0 ben arrotondata o spigolosa e presenter\u00e0 un numero maggiore o minore di \u201cdettagli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">Overheating<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019overheating si manifesta quanto per diverse problematiche, quando la stampa non si raffredda in tempo ed uno strato dopo l\u2019altro subiscono malformazioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">PID (Controllo Proporzionale-Integrale-Derivativo)<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando parliamo di PID nella stampa 3d ci riferiamo all\u2019integrale che si occupa di regolare il riscaldamento dei componenti della stampante: Hotend e Piatto.<br>Vorrei farvi un esempio pratico di una situazione pratica senza la regolazione PID, per illustrarvi la sua importanza<br>Regolate il vostro hotend per estrudere il materiale a 200\u00b0. La cartuccia riscalda fino ad arrivare alla temperatura desiderata, una volta raggiunta viene spenta. Questa per\u00f2 avr\u00e0 una quantit\u00e0 di calore ancora da sprigionare, che inevitabilmente porter\u00e0 il nostro hotend ad una temperatura maggiore, diciamo indicativamente 210\u00b0. Una volta finito l\u2019effetto questa inizier\u00e0 a raffreddarsi e la stampante dar\u00e0 il comando di accensione a 199\u00b0, per tornare ai 200. Prima che si riscaldi nuovamente tutto la temperatura del nostro nostro hotend scender\u00e0, diciamo a 190\u00b0. Questa operazione si ripeter\u00e0 costantemente portandoci a stampare con la temperatura da 190\u00b0 a 210\u00b0, e sappiamo quanto una variazione di 20 gradi possa far male alle nostre creazioni.<br>Il PID calcola e prevede la variazione di temperatura a unit\u00e0 di energia, quindi dopo qualche aggiustamento terr\u00e0 il nostro hotend precisamente alla gradazione voluta.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">PLA \u2013 Acido polilattico<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo materiale di stampa 3D, noto anche come biopolimero, viene anche utilizzato sotto forma di filamento su macchine da stampa 3D FDM. Questo materiale termoplastico \u00e8 costituito da materie prime rinnovabili come le piante, ad es. canna da zucchero, soia, mais o patate, e pu\u00f2 avere un odore gradevole quando viene bruciato, tipicamente di pop corn. Il PLA \u00e8 un materiale molto diffuso per le stampanti domestiche perch\u00e9 \u00e8 facile da usare ed economico. Viene al contrario utilizzato pochissimo in industria poich\u00e8 ha molti limiti per quanto riguarda la resistenza: meccanica, termica, e di deformazione<b>.<\/b><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">SLA \u2013 Stereolitografia<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">SLA sta per Stereolithografia, un processo di stampa 3D che utilizza resine liquide. Nella stereolitografia alcune aree sono indurite da un laser UV e diventano gli strati che compongono il modello stampato in 3D. Uno strato di liquido viene indurito sull\u2019altro fino a completare il modello. La tecnica stereolitografica viene utilizzata nei laboratori pi\u00f9 che nel domestico poich\u00e8 le stampanti sono costose e le resine non proprio salubri. Il vero cavallo di battaglia di questa tecnologia \u00e8 per\u00f2 l\u2019estrema precisione con cui vengono sfornati i modelli. Sicuramente, con dettagli non raggiungibili dalla tecnologia FDM.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">STL<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">STL \u00e8 il nome del formato di file per la stampa 3D pi\u00f9 famoso e comune. I file generati dai programmi CAD o di modellazione dovranno avere l\u2019estensione *.stl se dovrano essere letti ed elaborati dai software slicer .L\u2019STL \u00e8 supportato dalla maggior parte dei software di progettazione ed \u00e8 il formato di file pi\u00f9 utilizzato per la stampa 3D. L\u2019origine del nome \u00e8 ricondotta a come questo file rende i modelli 3D: \u201cStandard Triangle Language\u201d. Infatti nella conversione di un file con un modello 3D ad Stl ogni faccia viene trasformata in un insieme di triangoli, che uniti tra di loro formano la maglia del modello, la sua superficie o Mesh.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">TPU<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poliuretano termoplastico che risulta essere morbido dopo la stampa. Questo materiale vi permetter\u00e0 di dare vita a stampe morbide<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">Stringing<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tela di ragno sulle stampe. Si tratta di filetti, perdite che lascia l\u2019ugello spostandosi da un punto ad un\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">Underextrusion<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3 wp-block-paragraph\">Problema di mancanza di regolare flusso, che pu\u00f2 avere svariate cause.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">Warping<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si parla di warping quando raffreddandosi il materiale depositato sul piatto si contrae e tipicamente solleva gli angoli (o parti) del modello stampato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #00ff00;\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">Wobble<\/mark><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019inglese ondeggio, si identifica con vere e proprie onde ad intervalli pi\u00f9 o meno regolari sulla superficie esterna del modello. Ci\u00f2 ne rovina l\u2019appeal.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ABS \u2013 acrilonitrile butadiene stirene L\u2019ABS \u00e8 una plastica della<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":2,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-53","page","type-page","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Glossario della stampa 3D - 3D Print Italia<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.3dprint-italia.it\/WP\/termini-generali\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Glossario della stampa 3D - 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